Diario di bordo Peloponneso

Gli appunti di viaggio della Circumnavigazione del Peloponneso

Domenica 13 Giugno 2010
Preparativi per la partenza da Corinto
Domani, lunedì mattina, è prevista la partenza di buon ora dalla zona del canale di Corinto. Abbiamo avuto l’autorizzazione per l’attraversamento del Canale con i kayak, che faremo alla fine del viaggio. Il Meteo prevede buone condizioni.

Delfini

Lunedì 14 Giugno – 1° giorno
Corinto (Isthmia) – Epidauro, 27 miglia (50 km)
Partenza alle 7,00. Mare buono, un pò di vento a favore nella mattina. Incontriamo un gruppo di delfini che ci accompagna per un pò.

Poros Island – Russian Bay

2° giorno
Epidauro- Isola di Poros, 23 miglia (42 km)
“Mare buono ma con un pò di vento contro che ci rallenta un pò nella mattina. Navighiamo attorno alla piccola e bella penisola di Methana per raggiungere al tramonto l’isola di Poros. Ci fermiano nella spiaggia di Russian Bay vicino alla borgata di Megalo Neorio”.

3° giorno
Isola di Poros-Kouverta 24 miglia (44 km)
“Meteo Buono. Attraversiamo lo stretto tra Poros e Galatas e poi facciamo rotta Sud- Est verso Capo Skillaion. Bel passaggio 

tra le isole vicine al Capo. Incontriamo molte barche a vela mentre tagliamo il Golfo di Ydra”.

 

4° Giorno
Kouverta – Foriano, 25 miglia (46 km)
“Meteo buono. Rotta Sud- Ovest verso Capo Emilianos e poi verso l’Isola di Spetses. Decidiamo di attraversare il golfo di Alikos e puntare verso il Sud, più isolato, selvaggio e bello. La traversata comporta 6 ore di navigazione in mare aperto. L’arrivo alla baia di Fokiano ci ricompensa della fatica…

5° giorno
Fokiano – Geraka, 24 miglia (44 km)
“Rotta sud di buon ora. Dopo poche miglia il forte vento ci blocca e ripariamo a Kiparisi per alcune ore. Nel pomeriggio riprendiamo la navigazione pagaiando per diverse ore lungo un tratto di costa a strapiombo sul mare incontaminato. Arriviamo dentro il fiordo di Geraka, incredibile porto naturale, dove ci fermiano per la notte.”

 

6° giorno
Geraka – Kastania, 22 miglia (39 km)
“Tratto di costa molto bello. Ci fermiamo a Monemvasia, vecchia fortezza sul mare. Nel pomeriggio navigazione tranquilla verso Capo Maleas anche se siamo preoccupati per il meteo che domani prevede vento di oltre 20 nodi. Arriviamo a Kastania, baia con un gruppo di pescatori ed una spiaggia, dove facciamo campo (un’altro posto incredibile).”

7° giorno
Kastania – Velanidia, 7 miglia (13 km)
“Passiamo la notte con un vento fortissimo che non ci lascia dormire tranquilli in tenda. Di mattina il mare molto mosso ci costringe a rimanere e terra. Soltanto nel pomeriggio riusciamo a navigare per poche miglia, ridossati, a pochissimi metri dalla costa.
Arriviamo a Velanidia dove conosciamo Maria e Gristos, comandante di una nave da pesca greca. Calorosa ospitalita’ e consigli preziosi sui tratti di costa che ci attendono.
Il meteo non prevede niente di buono e Capo Maleas, che ci attende, e’ uno dei punti piu’ difficili del viaggio.
Dormiamo al porticciolo per partire all’alba.”

8° giorno
Velanidia – Capo Maleas – Neapoli, 17 miglia (31 km)
“Ci svegliamo prima dell’alba. Vogliamo sfruttare al massimo il corridoio di calma del mattino per passare Capo Maleas. Con Capo Tenaro sono considerati una sorta di Capo Horn del Mediterraneo, il passaggio e’ ritenuto impegnativo anche per le barche a vela piu’ grandi.
Alle 5.30 siamo gia’ in acqua. Il mare e’ buono.
Solo altissime scogliere ci accompagnano fino al Capo. Evitiamo di perdere tempo per il forte vento previsto e soprattutto per l’assenza di ridossi. Doppiamo il Capo passando sotto lo splendido faro e, subito dopo, sotto il monastero di Santa Irene (Aghia Irini). Il vento (e mare mosso…) non tarda ad arrivare. Navigazione faticosa e difficile fino a Neapoli, ma finalmente le nostre bussole segnano rotta Ovest.
Nel pomeriggio oltre 30 nodi di vento ci bloccano nuovamente a terra. Maria e Gristos, con cui eravamo rimasti in contatto in caso di problemi, ci raggiungono.”

9° giorno
Neapoli – Fermi per mare mosso e vento
“Il meteo non dava molte speranze: oltre 30 nodi di vento e mare molto agitato.
Ci svegliamo presto per controllare il mare. Niente da fare. Le raffiche di vento non permettono nenche al traghetto il collegamento per l’isola di Kythira.
Ne approfittiamo per un po’ di riposo e manutenzioni varie.”

10° giorno
Neapoli – Githio, 30 miglia (55 km)
“Mare ventoso. Partenza all’alba per sfruttare meglio le ore di calma. Ci fermiamo a Plytra, buon ridosso per il vento che rinforza. Nel pomeriggio riprendiamo la navigazione tagliando la parte del golfo fino a Githio. Tappa molto faticosa ma domani il meteo dovrebbe migliorare e comincia uno dei tratti di costa più belli: la Penisola di Mani.”

11° giorno
Githio – Nymfio, 19 miglia (35 km)
“Mare ventoso. Qui comincia la penisola del Mani. Il paesaggio è molto selvaggio. La costa è rocciosa con pochi ridossi. Il maestrale passa comunque attraverso le gole delle montagne ed agita il mare. Ci fermiano a Nymfio per il forte vento. Nel poneriggio la situazione peggiora e restiamo a terra.”

12° giorno
Nymfio- Capo tenaro – Alika, 18 miglia (33 km)
“Come ormai avviene da diversi giorni le previsioni non sono ottimali. Mi confronto via sms con Johnny (mio fratello velista) che mi avvisa che per poter doppiare Capo Tenaro si deve andare anche oggi all’alba. Il paesaggio è sempre aspro e selvaggio. Breve sosta a Porto Kaggio dove finalmente vediamo qualche barca e poi rotta Sud verso Capo Tenaro ( o Capo Matapan). Il bellissimo faro domina un tratto di mare insidioso e pieno di storia. Quindi di nuovo rotta verso Nord, ma solo per poche miglia perchè il Maestrale ci costringe nuovamente a terra.”

13° giorno
Alika- Limeni 19 miglia (35 km)
“Il Maestrale comincia a mollare un pò. Superiamo Capo Grosso. 5 miglia di altissime scogliere a strapiombo sul mare. La risacca complica la navigazione. Arriviamo a Diros dove visitiamo le grotte (dove purtroppo non si può entrare con il kayak) Ci fermiano per la sera nel golfo successivo, a Limeni. Tipico villaggio del Mani”

14° giorno
Limeni- Kitries 26 miglia (48 km)
“Dopo oltre una settimana di mare difficile oggi, finalmente, navighiamo senza onde e vento contro. Stiamo per lasciare la Penisola di Mani e la costa diventa meno selvaggia. Facciamo sosta nella spiaggia di Stoupa, e poi ci dirigiamo verso Capo Kitries. Dietro il faro ci accampiamo in una spiagetta dove incontriamo una kayaker del posto. Un personaggio che ricorda Robinson Crusoe e che ha battezzato questa “sua” spiaggia Puerto Maria Fotis con tanto di tabella, bandiera greca, croce ed altare…”

15 ° giorno
Kitries – Capo Akritas – Tsapi, 30 miglia (55 km)
“Al mattino il mare promette bene. Navighiamo il Golfo Messiniakos. Atterriamo a Koroni per fare cambusa. Quindi rotta sud- ovest verso Capo Akritas. Un volta doppiato risaliamo l’ultima grande penisola del Peloponneso”

16° giorno
Tsapi – Pylos, 18 miglia (33 km)
“La rotta che ci aspetta è verso Nord- Ovest, quindi con il Maestrale contro capiamo subito che la velocità di navigazione non sarà molto buona. Ci fermiano a Methoni per fare pausa e visitare la splendida fortezza sul mare. Riprendiamo la navigazione facendo rotta verso Nord. Il versante Sud più impegnativo è ormai alle nostre spalle. Ci fermiamo a Pylos un’altro antico porto che domina la Baia di Navarino”

17° giorno
Pylos – Limenari, 19 miglia (35 km)
Il tratto di costa che doveva essere più semplice da navigare si rileva più tosto del previsto. Complice il Maestrale che proprio non ci vuole mollare. Anche oggi navigazione difficile con mare mosso. Passiamo tra l’isola di Proti e Marathopoli dove facciamo sosta. Di pomeriggio pagaiamo con vento freddo e nuvole. Sembra di essere in inverno. Atterriamo nella spiaggia di Limenari costretti a surfare con i Kayak carichi.”

18° giorno
Limenari – Klidi, 26 miglia (48 km)
“Lasciamo la spiaggia di Limenari, umidissima, per affrontare l’enorme golfo di Kyparisiskos. Mare calmo. Dopo Kyparisia comincia una spiaggia lunga decine di chilometri che ci accompagnerà per due giorni interi. Non siamo più abituati ad una navigazione cosi’ tranquilla. Incontriamo due tartarughe marine enormi. Il golfo è una zona di deposizione uova. Facciamo campo vicino la laguna di Kalafa.”

19° giorno
Klidi – Katakolo, 19 miglia (35 km)
“Continua la navigazione del Golfo di Kyparisiskos. Un gruppo di pescatori sulla costa attira la nostra curiosità. Siamo alla foce del fiume Alphios. Decidiamo di risalirlo per alcuni chilometri. Lo scenario è bellissimo: piante acquatiche, canneti impenetrabili, uccelli di ogni tipo. Approfittiamo dell’acqua dolce per toglierci un po’ di sale di dosso (eskimi compresi…).
All’uscita del fiume ci aspetta un mare non piu’ tranquillo, il solito maestrale si presenta. L’andatura subisce un forte rallentamento. Oggi pensavamo di uscire dal golfo ed invece siamo costretti a riparare a Katakolo, porticciolo ridossato subito prima della Punta.”

20° giorno
Katakolo – Gilifa, 20 miglia (37 km)
“Mare buono, ma sempre con un pò di vento contro. Il tratto di costa in cui viaggiamo è forse il meno bello fino ad ora. Complici molte case costruite in modo selvaggio praticamente sul mare. Alcune di esse già distrutte dalle onde! Speravamo di doppiare Capo Trypiti, il punto più ad ovest del Peloponneso, ma il vento come ogni pomeriggio è aumentato notevolmente. Ceniamo con cous cous e pesce pescato a traino durante la navigazione da Salvo, che è un ottimo cuoco”.

21° giorno
Glifa – Kalogria, 28 miglia (52 km)
“Partiamo di buon ora per doppiare Capo Trypiti prima che si alzi il vento. Sosta all’isolotto di Kafkalida all’ombra del suo antico faro. Nel pomeriggio navighiamo spediti lungo la spiaggia del Golfo di Killini ed arriviamo a Kalogria. Ceniamo anche oggi a base di pesce. Il Mar Ionio è sicuramente più pescoso del Mar Egeo. Ormai mancano solo 100 miglia a Corinto, il nostro punto di partenza e di arrivo…”

22° giorno
Kalogria- Vrachneika (Patrasso), 23 miglia (42,5 km)
“Lasciamo la spiaggia di Kalogria, caratterizzata dalle altissime dune che si innalzano fino ai monti circostanti. Entriamo nel Golfo di Patrasso dove finalmente il Maestrale ci spinge e non ci contrasta. Anche il tratto Ovest è concluso. La zona di Capo Araxos è molto bella e piena di spiaggie raggiungibili solo dal mare. Ci fermiamo poco prima di Patrasso per evitare di arrivare a fine giornata in un porto così caotico.”

23° giorno
Vrachneika (Patrasso) – Krathi, 39 miglia (72 km)
“Ci fermiamo nel porto di Patrasso per fare cambusa. Ormai mancano poche miglia a Corinto e decidiamo di lasciare a terra (al Vela Club di Patrasso) le cose di cui possiamo fare a meno in questi ultimi giorni di costa più facile. Passiamo sotto al colossale ponte Rio – Antirio. Proseguiamo con corrente a favore. È il mare che ogni kayaker vorrebbe sempre avere. Vento, onde e corrente a favore. Ci fermiamo a Krathi solo perché tramonta il sole. Con questa esaltante andatura la stanchezza non arrivava mai.”

07 Luglio 2010 24° giorno
Krathi – Corinto, 35 miglia (64 km)
” SIAMO ARRIVATI! Anche oggi vento e corrente a favore. Dopo quasi 1000 km di navigazione Poseidone ci regala una giornata memorabile. Pagaiamo con corrente a favore di oltre 2 nodi. Arriviamo all’ingresso del canale prima del previsto. Nonostante sia vietato ai kayak insistiamo per avere l’autorizzazione. Via radio ci confermano che possiamo andare! Entriamo nel canale increduli tra le alte pareti scavate nella roccia. Dal ponte dove fanno Bungee Jumping si cala un ragazzo per venirci a stringere la mano. Alla fine del canale ci ritroviamo nella spiaggia di Isthmia, dove avevamo messo in acqua i kayak per cominciare questa avventura…”

Finalmente è finita! Un grazie a tutti gli amici che ci hanno seguito anche seguendo la mappa aggiornata via satellite e soprattutto a Valentina per aver curato il Travel Blog durante il viaggio.
Giacomo e Salvo