Glossario

Termini usati nel kayak da mare

Una raccolta dei termini più usati nel mondo del kayak da mare e nella nautica. I termini in rosso sono prettamente appartenenti al mondo del kayak da mare o comunque usati di frequente. Tutte le descrizioni sono state curate dal punto di vista del kayaker marino.

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ABBRIVIO  Il procedere per inerzia di un’imbarcazione/kayak quando la spinta propulsiva (pagaiata) è terminata.

ACCOSTARE  1. Dirigere la prua a dritta o a sinistra per far assumere alla barca la rotta desiderata. (es.: Accostare di 10 gradi a sinistra).  2. Avvicinarsi ad un’altra imbarcazione o a una banchina.

ACQUA MOSSA o BIANCA  È la definizione della canoa fluviale agonistica (in inglese WHITE WATER). Le gare si svolgono in diverse discipline come discesa, velocità o slalom. Sia con il kayak che con la canoa canadese. Le lettere “K” o “C” vengono usate per distinguere le due tipologie di barca. 

ACQUA PIATTA  È la definizione della canoa agonistica della velocità. Si svolge solitamente in lago o bacini chiusi. Le discipline vanno dallo sprint (200 mt) alle maratone. Anche nell’Acqua piatta si partecipa con i kayak o le canoe canadesi (es: K1 cioè kayak a un posto, C2 cioè Canoa canadese a 2 posti).   

ACQUE TERRITORIALI  La fascia di mare entro 12 miglia dalla costa.

AGGOTTARE o SGOTTARE  Togliere l’acqua in stiva entrata in un’imbarcazione.

ALAGGIO  Operazione con cui si tira in secco un’imbarcazione per i lavori di manutenzione o di rimessaggio. Nel kayak da mare si usano i CARRELLINI di ALAGGIO.

ALLA CAPPA  Andatura precauzionale in caso di maltempo.

ALLA RUOTA  Ancorati con una sola ancora. L’imbarcazione potrà ruotare nel suo campo di giro al variare della direzione del vento.

ALLASCARE o LASCARE  Lasciare o allentare (contrario di cazzare). Si ottiene filando la scotta portando la vela verso andature portanti.

ALLINEAMENTO  Disposizione in linea retta di due o più punti di riferimento. Operazione molto usata durante la navigazione costiera.

AL TRAVERSO  Direzione perpendicolare all’asse longitudinale della nave. Termine spesso usato per indicare la provenienza di onde e vento.

AMMAINARE  Far muovere verso il basso. Generalmente si dice di un carico sospeso, di una vela, di una bandiera etc.

AMMUTINAMENTO  Ribellione dell’equipaggio nei confronti del proprio comandante non obbedendo più ai suoi ordini. Punibile nei secoli scorsi con condanna a morte.

ANDATURA  Direzione della barca rispetto alla direzione del vento. Le tre andature principali sono in poppa, largo, di bolina.

ANEMOMETRO  Strumento che misura la velocità del vento.

ANGOLO DI PRORA  È quello compreso tra una direzione fissa di riferimento e la direzione della prua dell’imbarcazione. Viene misurato in gradi e in senso orario.

ANGOLO DI SCARROCCIO  Anche detto di deriva, è quello formato dal piano longitudinale dell’imbarcazione rispetto alla direzione di avanzamento. Nel kayak è un calcolo importante da fare soprattutto prima di una traversata.

APPOGGIO  Manovra che consiste nel puntellarsi sull’acqua con la pagaia alla scopo di impedire al kayak di rovesciarsi. Ci sono diversi tipi di appoggio: a un tempo o continui, appoggio alto o basso.

ARMAMENTO  Equipaggiamento necessario alla navigazione, che determina il tipo di imbarcazione e le sue capacità di navigazione.

ATTACCO o PRESA D’ACQUA  È una delle 4 fasi della pagaiata. La fase che dà inizio al ciclo della pagaiata. Quando il tronco del kayaker sarà in posizione di torsione; la spalla di attacco allungata in avanti, il braccio disteso in avanti in modo da poter “prendere acqua” con la pala della pagaia più o meno all’altezza della pedaliera. 

AUTOSALVATAGGI  Insieme di operazioni che consente al kayakista di rientrare nell’imbarcazione senza l’aiuto di altre persone in caso di rovesciamento. Sono sempre parte integrante dei corsi di Kayak da Mare.

BABORDO  La parte sinistra della nave (guardando verso prua), opposto di tribordo.

BAIDARKA  È il kayak creato secoli fa dai nativi Aleut (o Unangan) popolo delle Isole Aleutine (Nord Ovest del continente Nord americano). Il popolo Aleut era circondato da acque infide e usava il Baidarka come mezzo di trasporto o per cacciare. Ha uno scafo con notevoli proprietà marine. Veniva costruito con la struttura in legno ricoperta con pelli di mammiferi marini.

BASTONE  Campo di regata formato da due boe poste spesso nella direzione del vento in modo da percorrere alternativamente i tratti in bolina e in poppa al vento.

BATIMETRICA  Linea di uguale profondità. Consente la “lettura” del fondale marino sulle carte nautiche.

BEAUFORT (SCALA di)  Classificazione dei venti e della loro forza relativa.

BECCHEGGIO  Rotazione di un oggetto attorno all’asse trasversale. In un’imbarcazione, anche il movimento oscillatorio attorno a questo asse (quando la prua fa continuamente su e giù…)

BIPOSTO o DOPPIO  Kayak munito di due posti, chiamato anche K2 nelle competizioni.

BITTA  Elemento verticale solidamente fissato al ponte scoperto della nave che serve per tirare i cavi di ormeggio. In alcuni kayak, a poppa del pozzetto, è presente una o due piccole bitte (chiamate anche GALLOCCE) per agganciare le cime da traino. Le bitte sono presenti anche in alcuni modelli di kayak da pesca o con vela.

BOA  Ggalleggiante ancorato al fondo, per ormeggio o segnalazione.

BOCCA DI LUPO  Nodo d’avvolgimento, utilizzato generalmente per appendere un cavo a un anello o a un corrimano.

BOLINA  Andatura che consente alla barca a vela di risalire il vento mantenendo un angolo con il vento reale mediamente tra i 60° e i 37°.

BONACCIA  Calma di vento.

BORDEGGIARE  Eseguire un percorso a zig-zag, ovvero compiere una serie di virate (tutte di poppa o di bolina) per raggiungere una destinazione. Necessaria per risalire il vento.

BURRASCA  termine che indica la forza del vento (non del mare), corrispondente a forza 8 della scala Beaufort, vento da 34 a 40 nodi con onde moderatamente alte.

BORDO  1. Ciascun fianco dello scafo, nonché l’imbarcazione nel suo complesso in espressioni quali “salire a bordo”.  2. Segmento retto percorso mantenendo le stesse mure al vento.  3. Tratto di percorso tra due cambi di direzione (virate e/o abbattute).

BOZZELLO  Nome generico delle carrucole in uso nella marina.

BUGLIOLO  Equivalente di secchio, recipiente adatto a contenere liquidi.

BUSSOLA  Strumento che indica sempre lo stesso punto di riferimento e che quindi permette di definire la direzione o il rilevamento.

CABOTAGGIO  Navigazione costiera.

CALAFATAGGIO  Operazione atta rendere stagno uno scafo in legno, riempiendo con materiali adeguati ogni fessura tra i comenti del fasciame.

CAMBUSA  locale per lo stivaggio e la conservazione dei viveri.

CAMPEGGIO NAUTICO  Compiere una navigazione lungo costa usando piccole imbarcazioni e organizzando il campo a terra per la notte (con tenda, cucina da campo, etc.). Il kayak è particolarmente indicato per questa attività.

CAMPO di GIRO  Lo spazio circolare necessario ad una imbarcazione ancorata od ormeggiata su una boa per poter girare liberamente a causa del vento o delle correnti senza investire altre imbarcazioni.

CARENA  Detta anche opera viva è la parte immersa di uno scafo.

CARENAGGIO o FARE CARENA  Ripulire la carena dalle incrostazioni, che ne riducono la velocità, e ritinteggiarla con la vernice antivegetativa. Per le piccole imbarcazioni si fa alando a terra, per le grandi navi nel bacino di carenaggio.

CARTA NAUTICA  Rappresentazione grafica piana, simbolica e ridotta di una parte della superficie e del fondo marino o lacuale e delle coste relative, in cui sono segnate le profondità, le correnti, gli ancoraggi, i fari, i venti, eccetera. Serve per l’esercizio della navigazione ed è compilata e aggiornata dall’Istituto Idrografico della Marina.

CARTEGGIO  Consultazione ed uso della carta nautica, che consiste nel segnare punti, tracciare rilevamenti, rotte e direzione su di essa.

CAZZARE  Tirare a sé una cima o una fune (contrario di lascare).

CHIESUOLA  Custodia o incavo per l’alloggiamento e protezione della bussola magnetica. In alcuni kayak è predisposta in coperta, davanti o dietro al tappo del gavone di prua.

CHIGLIA  Elemento longitudinale dell’ossatura dello scafo. Va da prua a poppa ed è il principale elemento strutturale dell’imbarcazione, di cui costituisce la spina dorsale. Nel kayak costruito in composito o polietilene la chiglia non ha ossatura interna, in alcuni modelli sono presenti dei “nastri” di rinforzo interni o esterni.

CIMA  Nome generico di un cavo nautico. Se il diametro è inferiore a 5 mm solitamente si usa il termine SAGOLA.

CIMA da TRAINO  È una cima specifica per il kayak da mare. È solitamente composta da una cima galleggiante munita di un moschettone all’estremità. La cima da traino ha anche una parte elasticizzata per ammortizzare i contraccolpi e una sacca/marsupio dove riporla quando non si usa. È un dispositivo di base per la sicurezza del kayaker.

COPERTA o PONTE di COPERTA  In ambito marinaresco è il ponte/copertura della parte superiore dello scafo. Corre solitamente per tutta la lunghezza dell’imbarcazione, concorrendo alla robustezza della sua struttura. Per localizzare ciò che sta sotto il ponte superiore viene usata in gergo l’espressione “sotto coperta“.

CORPO MORTO  Grosso peso adagiato sul fondo (o grossa ancora con catena) sul quale viene ancorata una boa.

CORRENTE  1. Movimento costante e regolare di una massa d’acqua in una certa direzione, dovuto a differenze di temperatura tra una zona e l’altra del mare, al diverso grado di salinità e all’azione del vento. 2. Parte attiva di una corda nella realizzazione di un nodo (la parte passiva è il dormiente).

CURL RESCUE   Manovra che si effettua per svuotare il kayak dall’acqua imbarcata. È anche chiamata AGO di CLEOPATRA.

DECLINAZIONE MAGNETICA L’angolo compreso tra il nord geografico ed il nord magnetico.

DENTI di CANE  Piccoli tipici crostacei (balanus perforatus) dalla forma troncoconica che si abbarbicano sulla carena, riducendo le prestazioni dell’imbarcazione.

DERIVA  1. Prolungamento longitudinale della chiglia, fisso o mobile, che serve ad aumentare la stabilità orizzontale di un’imbarcazione e a ridurre lo scarroccio. Nel kayak la deriva è quasi sempre mobile ed è chiamata SKEG (dall’inglese); si manovra da una leva situata accanto al pozzetto.  2.  Indica lo spostamento di un natante rispetto al fondo del mare per effetto di una corrente; come lo scarroccio, che però è dovuto al vento.  3.  Vengono dette derive le piccole barche da diporto o sportive di modeste dimensioni (470, 420, laser, etc.).

DEVIAZIONE MAGNETICA  L’angolo compreso tra il nord magnetico ed il nord bussola.

DISLOCAMENTO  Il peso del volume d’acqua spostato (dislocato) da un’imbarcazione quando questa viene varata. Corrisponde al peso a vuoto dell’imbarcazione.

DORMIENTE  Parte fissa di un cavo o di una manovra; è detto anche arricavo. Nella realizzazione di un nodo è la parte passiva (la parte attiva è il corrente).

DORSO (della PALA)  Nella pagaia è la superficie della pala immersa rivolta a prua. Anche detto faccia posteriore.

DRITTA  Destra; bordo dello scafo situato sul lato destro.

DRIZZA  Cima che viene utilizzata per issare una vela. Ogni vela ha la sua drizza, alla quale dà il nome (drizza di randa etc.).

DUMPING WAVE (ONDE)  Quando le onde frangono sulla riva (fenomeno causato dal fondale che avvicinandosi a riva s’innalza bruscamente) e ricadono violentemente su se stesse. Situazione pericolosa, in cui è difficile atterrare con il kayak soprattutto se in presenza di sassi o rocce. 

ECOSCANDAGLIO  strumento usato per misurare la profondità del mare (laghi, fiumi ecc.).

EPIRB  Sigla di Emergency Position Indicating Radio Beacon. È un trasmettitore satellitare d’emergenza di piccole dimensioni.

ESKIMO o ROLL  Manovra per raddrizzare il kayak rovesciato. Si esegue rimanendo all’interno del kayak, seduti nel pozzetto.

ESTRAZIONE o SVINCOLO  È una delle 4 fasi della pagaiata. È la fase in cui, conclusa la passata in acqua, con un movimento che dovrà essere eseguito con rapidità (per non frenare la corsa della barca), avviene l’estrazione della pala dall’acqua, chiamata anche svincolo. Avviene sollevando il pugno fino al momento in cui  la pagaia non sarà uscita dall’acqua e inizierà la Fase aerea. 

FACCIA DI SPINTA (della PALA)  Nella pagaia è la superficie della pala immersa rivolta a poppa.

FANALE  I fanali fanno parte, assieme ai fari, dei segnalamenti marittimi luminosi. Hanno una portata luminosa inferiore a quella dei fari, e precisamente inferiore alle 10 miglia, e sono usati per segnalare le bocche dei porti, le estremità delle dighe foranee, le secche, altri ostacoli alla navigazione costiera ed altri punti di interesse minore rispetto a quelli segnalati dai fari.

FANALI DI VIA o LUCI DI VIA  I fanali dell’imbarcazione che vengono accesi per la navigazione notturna.

FARO  Costruzione elevata, generalmente a forma di torre, recante alla sommità una luce bianca molto potente, fissa o mobile, in grado di guidare, di notte e da grande distanza, natanti. Serve a segnalare la posizione di porti, campi geografici, banchi di scogli in affioramento e altri elementi importanti per la navigazione.

FASE AEREA con CAMBIO DI LATO  È una delle 4 fasi della pagaiata. È la fase in cui ha termine un ciclo di pagaiata ed inizia il successivo. Se effettuata in massima decontrazione permette il recupero delle masse muscolari precedentemente impegnate nella fase propulsiva. Tale movimento rotatorio e di spostamento verso l’alto permetterà alla pagaia di effettuare il giro utile per il cambio di lato.

FIANCATA  parte dello scafo compresa fra la linea di galleggiamento e il piano della coperta.

FILARE  Lasciar scorrere una cima o una catena senza perderne il controllo.

FIL DI RUOTA  Andatura di poppa piena, ovvero con il vento che proviene perfettamente da poppa (dalla ruota di poppa della barca).

FIOCCO  Vela triangolare posta a prua dell’imbarcazione.

FUORI TUTTO  Lunghezza massima dell’imbarcazione, comprendente anche tutte le sporgenze.

FASCIAME  Rivestimento esterno dello scafo, a copertura delle ordinate o costole.

GALLOCCIA  Una sorta di piccola bitta per dare volta ad un cavo, magari di una manovra corrente. In alcuni kayak è presente a poppa per bloccarvi la Cima di Traino. 

GASSA o GASSA D’AMANTE  Nodo realizzante un cappio non scorrevole, utilizzato, ad esempio, per fissare le scotte al fiocco.

GAVITELLO  Piccolo galleggiante, di dimensioni inferiori alla boa, di legno, sughero o metallo sigillato, solitamente con la forma di due piramidi o coni uniti per la base con funzione di segnalazione.

GAVONE  Spazio libero a prua e a poppa di un’imbarcazione, dove si depositano gli attrezzi o le dotazioni di bordo. Nel kayak comprende tutta la parte anteriore e posteriore al pazzetto; è solitamente stagno ed è utilizzato per caricare il necessario per affrontare escursioni o viaggi. Nel kayak i gavoni stagni costituiscono una importantissima riserva di galleggiamento. Nei kayak da mare più moderni è solitamente presente un terzo gavone (Giornaliero o Day Hatch) subito dietro al pozzetto, apribile anche rimanendo seduti nel pozzetto, durante la navigazione. In pochi modelli vi è anche un quarto gavone (piccolo gavoncino subito davanti al pozzetto, a portata di mano durante la navigazione).  

GIARDINETTO  Parte dello scafo verso l’estremità laterale della poppa. Così detto perché anticamente ornato da piante.

GOLFARE  Anello di metallo saldamente assicurato allo scafo o ad altre strutture dell’imbarcazione usato per agganciarvi paranchi, carrucole e cime. Detto anche “SPINA”.

GOMENA  Cima di sezione cospicua destinata all’ancoraggio o all’omeggio.

GOVERNARE  Manovrare e condurre un’imbarcazione.

GPS (Global Positioning System)  È un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile che, attraverso una rete dedicata di satelliti artificiali in orbita, fornisce a un terminale mobile o ricevitore GPS informazioni sulle sue coordinate geografiche e sul suo orario in ogni condizione meteorologica, ovunque sulla Terra o nelle sue immediate vicinanze ove vi sia un contatto privo di ostacoli con almeno quattro satelliti del sistema. La localizzazione avviene tramite la trasmissione di un segnale radio da parte di ciascun satellite e l’elaborazione dei segnali ricevuti da parte del ricevitore.

GRAN LASCO  Andatura portante compresa tra il lasco e la poppa piena.

GRECALE  Vento proveniente da Nord-Est.

GRILLO (o BALZO o GAMBETTO)  Ferro ad U, con le branche con un foro, per il quale passa un perno a vite con chiavetta, e che serve per unire pezzi di catena, o la catena alla cicala dell’ancora. Sinonimo di maniglione.

IMBARCO  1. Il salire a bordo dei passeggeri o il portare a bordo della merci.    2.  Il periodo trascorso o da trascorrere a bordo da un membro dell’equipaggio.

IMPALMARE  legare con più giri di spago l’estremità di una fune o di un cavo non metallico per impedire che si sfilacci oppure congiungere due cavi metallici mediante intreccio dei rispettivi trefoli.

IMPIOMBATURA  unione di due pezzi di cavo di materia vegetale o metallica, o per la realizzazione di una gassa.

INCATTIVATI  Detto di cavi o cime incastrati in modo tale che è difficile scioglierli.

INFERITURA  1.  Parte delle vele che si allaccia (si “inferisce”) al loro pennone. 2.  Viene indicata con lo stesso termine la parte di bandiera adiacente al pennone ed opposta al battente.

INGAGGIO  Nei regolamenti di regata se alcune imbarcazioni si trovano accostate, tale posizione obbliga gli scafi coinvolti a rispettare regole di regata per la precedenza sulla libertà di manovrare e sulle rotte.

INVASATURA  Robusta struttura sagomata atta a sostenere l’imbarcazione tirata in secco.

KAYAK FISHING  Pescare con il kayak. Da anni il kayak è usato come mezzo con cui pescare “a traina”, “spinning” o con altri metodi. Esistono diversi modelli costruiti appositamente per la pesca. Si riconoscono dalle dotazioni specifiche: porta canna da pesca, gavoni per il pescato, porta pagaia, etc. Vengono solitamente preferiti i SIT ON TOP.

KAYAK SURF  Vedi SURF KAYAK.

KEVLAR  Materiale sintetico leggero e con elevata resistenza alla trazione. È utilizzato sia per la fabbricazione di tessuti per vele da regata che nei materiali compositi per la realizzazione di kayak o scafi in genere. Spesso abbinato al carbonio per avere un mix di robustezza e leggerezza “CARBON-KEVLAR”. 

LASCARE  Dare “imbando”, lasciare andare una cima; il suo contrario è cazzare (vedi anche “allascare”).

LASCO  asco  andatura portante. Nell’andatura di lasco l’angolo tra la direzione del moto e la direzione del vento è di circa 135°.

LIBECCIO  Vento proveniente da Sud-Ovest

LINEA DI FEDE  Tacca realizzata sull’involucro fisso della bussola coincidente col piano longitudinale dell’imbarcazione.

LINEA DI TRAINO  Cima per il traino dell’imbarcazione. Vedi “CIMA DA TRAINO”.

LINEE DI SICUREZZA  Cavi che corrono lungo i bordi dei ponti del kayak e che servono ad afferrarsi all’imbarcazione in caso di naufragio o di accosto a un altro kayak. Sono anche dette “tientibene”.

LINEA DI GALLEGGIAMENTO  Intersezione del piano di galleggiamento di una nave con la superficie esterna dello scafo. Ovvero il confine tra opera viva e opera morta.

LUNGHEZZA AL GALLEGGIAMENTO  Misura della linea descritta dall’acqua che separa la parte immersa dall’opera morta. Nel kayak è una misura importante poiché in alcuni modelli, con prua e poppa molto rialzati, questa misura risulta molto inferiore rispetto alla “Lunghezza fuori tutto”. 

LUNGHEZZA FUORI TUTTO  Lunghezza massima dell’imbarcazione, comprendente anche tutte le sporgenze.

MADIERE  Pezzo centrale delle ossature del primo ordine, che appoggia direttamente sulla chiglia, per le navi in legno.

MAESTRALE  Vento proveniente da Nord-Ovest.

MAESTRO D’ASCIA  Persona esperta nella costruzione di barche di piccola stazza.

MAGLIA  Anello di una catena.

MANO INFERIORE  Durante la pagaiata, quella corrispondente alla pala immersa. In relazione ad essa, si parla inoltre di braccio inferiore e spalla inferiore.

MANO SUPERIORE  Durante la pagaiata, quella corrispondente alla pala non immersa. In relazione ad essa, si parla inoltre di braccio superiore e spalla superiore.

MASCONE  Parte laterale dello scafo, verso prua.

MASTRA  Nel caso del kayak, il termine designa il battente strutturale a forma d’orlo ribattuto che incornicia l’imboccatura del pozzetto e al quale viene applicato il paraspruzzi.

MATCH RACE  Gara velica tra due imbarcazioni assolutamente identiche.

MAYDAY  Parola utilizzata per indicare un’immediata necessità di aiuto.

MEDA  Piccolo punto di riferimento artificiale, generalmente utile ad individuare un allineamento o per segnalare secche o scogli affioranti.

MEZZO MARINAIO  Attrezzo costituito da un’asta, alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, che viene usato per accostare o per largarsi da una banchina o da un altro galleggiante.

MIGLIO NAUTICO  1,852 km, cioè la lunghezza di un minuto di grado sulla superficie terrestre.

MOLLARE  Sciogliere un legame o un nodo, per esempio nella manovra di partenza si mollano i cavi lasciando libera la nave di andare.

MURA  Manovra o cavo (corda) che serviva a mantenere nella voluta angolazione le vele quadre. Nelle vele longitudinali, trapezoidali, triangolari, etc, la mura non esiste in quanto il lato sopravento della vela è sempre collegato all’albero.

MURE A SINISTRA, MURE A DRITTA  Il lato da cui proviene il vento.

MURATA  LA fiancata della nave

NAVIGAZIONE COSTIERA  Quella che si effettua in vista della costa e che prevede, per la determinazione del punto nave e la soluzione di problemi relativi, l’osservazione di punti cospicui della costa, la cui posizione sia segnata sulla carta nautica. È il tipo di navigazione che effettua il kayaker marino…

NAVIGAZIONE STIMATA  Con questo metodo di navigazione, il punto nave viene determinato in base alla velocità dell’imbarcazione, al tempo trascorso e alla rotta seguita, a partire da una posizione nota.

NODO  1. Misura di velocità. Un nodo equivale ad un miglio nautico all’ora.  2. Legatura. I nodi più comuni in marineria sono: semplice, piano, savoia, parlato, gassa d’amante, bandiera, mezzo collo, eccetera.

NORD MAGNETICO (Nm)  Polo del campo magnetico terrestre verso cui si dirige l’ago della bussola.

NORD VERO (Nv)  Quello geografico.

OBLÒ  Finestrino circolare a chiusura stagna situato sull’esterno dell’ imbarcazione.

OMBRINALE  Fori o fessure praticate sulle murate per lo scolo esterno dell’acqua dalla coperta.

OPERA MORTA  La parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. 

OPERA VIVA  La parte dello scafo al di sotto della linea di galleggiamento. Detta anche carena.

ORDINATA  Ciascuna delle costole che costituiscono la struttura portante dello scafo e ne definiscono la sagoma.

ORMEGGIARE  Fissare l’imbarcazione nella posizione voluta, legandosi con cavi alle bitte, alle boe o dando fondo alle ancore.

ORZARE  Orientare la prua della nave in direzione del vento, riducendo l’angolo tra la direzione del moto e la direzione del vento.

ORZIERO  Si dice quando una barca tende a disporsi spontaneamente con la prua contro vento. È una caratteristica che può avere il kayak e che può essere gestita con l’uso dello SKEG o modificando l’assetto.

PADDLE FLOAT  Galleggiante rigido o gonfiabile, che consente, applicato ad una pala della pagaia di creare un bilanciere che stabilizza il kayak. Aiuta a risalire a bordo del kayak in caso di rovesciamento.

PAGAIA  Remo con il quale si voga senza inserirlo nello scalmo. La pagaia del kayak è provvista di due pale. La pagaia della canoa canadese ha una pala.

PAGAIATA  L’azione di spinta esercitata sull’imbarcazione per mezzo della pagaia. Si effettua coinvolgendo anche gambe e busto oltre alle braccia. Si divide in 4 fasi: 1) Posizione d’attacco o presa d’acqua. 2) Passata in acqua, propulsione. 3) Estrazione o svincolo. 4) Fase aerea con cambio di lato.

PARABORDO  Corpo elastico posto a protezione del fianco dell’imbarcazione da urti contro la banchina o contro altre imbarcazioni.

PARANCO  Sistema di cime e bozzelli che consentono di demoltiplicare lo sforzo nel tirare una cima.

PARASPRUZZI  Gonnellino elastico e impermeabile che unisce il kayaker al bordo del pozzetto. Serve a non imbarcare acqua in caso di mare mosso o di rovesciamento del kayak. È un dispositivo di base per la sicurezza del kayaker.

PARATIA  Tramezzo verticale che serve a suddividere l’interno di una imbarcazione in compartimenti. Nel kayak serve a separare i gavoni dal pozzetto.

PASSATA IN ACQUA o PROPULSIONE  È una delle 4 fasi della pagaiata. È la fase in cui, dopo aver immerso la pala in acqua (l’attacco), viene effettuata la trazione della pala immersa verso poppa (dietro).

PAVESE  Serie continua di bandierine per addobbo di gala.

PESCAGGIO  L’altezza dell’opera viva.

PERIPLO  La circumnavigazione di una terra estesa, quale un’isola, una penisola o un continente.

PFD (Personal Floating Device) o Giubbotto di Aiuto al Galleggiamento  È il giubbotto che ogni kayaker indossa durante la navigazione. Rispetto al Giubbotto di Salvataggio (Life Jacket) il PFD ha meno forza di galleggiamento, non ha i rialzi attorno al collo (che permettono il galleggiamento a qualsiasi persona anche se non sa nuotare), non ha fischietto e luce incorporati di fabbrica.
Il PFD garantisce la galleggiabilità a una persona cosciente ed è adatto a persone capaci di nuotare.

POGGIAPIEDI o PUNTAPIEDI  Barra, pedana o pedaliera regolabile. È situata all’interno del pozzetto del kayak, su cui il kayaker punta i piedi durante la pagaiata e le manovre.

POGGIASCHIENA o SCHIENALINO  È solitamente costituito da una fascia in tessuto o plastica e può essere dotato di imbottitura. Serve per poggiare la zona lombare bassa, lasciando comunque libero il tronco di poter effettuare torsioni.

POGGIARE o ALLA POGGIA  indica l’allontanamento della prua dalla direzione da cui spira il vento. Venire (o andare) alla poggia equivale a poggiare. Il suo contrario è all’orza o orzare.

POLENA  Decorazione lignea, spesso figura femminile o di animale, che si trovava sulla prua delle navi, sotto al bompresso.

PONTE  Una superficie orizzontale nell’imbarcazione.

POPPA  Parte posteriore dell’imbarcazione.

POPPAVIA  Senso, direzione verso la parte di poppa.

PORTOLANO  Pubblicazione che riporta il dettaglio dei porti e delle coste con tutte le relative notizie utili.

POZZETTO  1. Parte all’aperto dell’imbarcazione, generalmente posto a poppa, dove si sta per manovrare l’unità stessa.  2.  Nel kayak è la parte centrale dove si alloggia il kayaker; all’interno del pozzetto sono presenti il sedile, lo schienalino e il puntapiedi per consentire una seduta confortevole al kayaker. L’apertura del pozzetto (Mastra) ha il bordo piegato verso l’esterno al fine di poter agganciare l’elastico del gonnellino paraspruzzi.  

PREMICOSCE  Si tratta di due sporgenze situate nel bordo interno del pozzetto, nella parte anteriore, in corrispondenza del punto in cui arrivano le ginocchia del kayaker. Tutti i kayak da mare devono averli poiché grazie. Le cosce “agganciandosi” ai premicosce consentono di “indossare” perfettamente lo scafo e permettono le manovre più impegnative come l’eskimo o forti inclinazioni dello scafo.

PRORA  Parte anteriore della barca.

PRUA  Parte anteriore della barca.

PRORAVIA  Dalla parte della prora.

QAJAQ  Il nome usato dagli Inuit, popolazione  della Groenlandia e di alcune zone artiche del Nord Est del Canada. Il Qajaq è l’imbarcazione a cui si sono ispirati i primi costruttori del moderno kayak da mare. Come il Baidarka veniva costruito con la struttura in legno o ossa di balena e ricoperto con pelli di mammiferi marini.

QUADRANTE  Quarta parte della rosa dei venti;

REDANCIA  Anello metallico a forma di goccia che viene posto all’interno dell’asola di un cavo per proteggerlo dall’usura.

REFOLO  Folata di vento.

REGATA  Gara tra imbarcazioni.

RIDOSSO  Al riparo dal vento o dal mare.

RIFIUTO  Deviazione e diminuzione del vento causato da una barca o un ostacolo sopravento.

RISACCA  Mescolamento di onde con varie direzioni in porto causato dal mare grosso deviato dalle barriere frangiflutti e/o dal molo del porto stesso.

RIFLETTORE RADAR  Poliedro metallico che aumenta la rilevabilità radar.

ROLLÌO  Rotazione di un oggetto attorno all’asse longitudinale. In un’imbarcazione, anche il movimento oscillatorio attorno a tale asse (lo scafo si inclina di lato a dritta e a sinistra).

ROSA DEI VENTI  Figura che rappresenta i punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest e le direzioni da questi determinate.

ROTTA  La direzione che porta alla destinazione.

SACCA DA LANCIO  Si usa per il contenimento e il lancio di una cima da un’imbarcazione all’altra o per recuperare un uomo a mare. È stata adottata dai kayaker marini ma nasce principalmente per il kayak fluviale.

SAGOLA  Cima di piccolo diametro (sotto i 5 mm) .

SALIRE o  RISALIRE IL VENTO  Si dice di un una barca che procede con una rotta volta ad andare verso la direzione da cui proviene il ventop (controvento).

SALPARE  1. Partire da terra verso il mare  2. Salpare l’ancora: recuperare l’ancora riportandola a bordo.

SALVATAGGI  Insieme di operazioni che consente a un kayaker di aiutare un’altro kayaker a rientrare nell’imbarcazione in caso di rovesciamento. I salvataggi sono diversi, possono essere tra due o più kayaker e prevedono la risoluzione di diversi scenari di emergenza. Sono sempre parte integrante dei corsi di Kayak da Mare.

SARTIA  Un cavo laterale teso fra la barca e un albero, sia alla cima, sia a metà altezza, che serve per rinforzare l’albero ed impedirgli di piegarsi o rompersi.

SCADERE  Dirigersi verso un punto diverso dalla direzione della prora (causato da scarroccio o deriva).

SCARROCCIO  Spostamento dell’imbarcazione, causato dal vento, in direzione differente da quella perseguita.

SCASSA  Alloggiamento dove s’incastra il piede d’albero sulla struttura resistente dell’imbarcazione.

SCIROCCO  Vento proveniente da Sud-Est.

SCOTTA  Cima usata per regolare le vele.

SENTINA  La parte più bassa di una nave o di una barca, dove si raccoglie qualunque acqua libera all’interno dell’imbarcazione.

SESTANTE  Strumento utilizzato per misurare l’angolo di elevazione di un oggetto celeste sopra l’orizzonte.

SGOTTARE  Togliere l’acqua raccolta dalla barca.

SKEG  Vedi DERIVA

SKIPPER  Il capitano di una barca.

SIT ON TOP  (KAYAK)  Letterarmente “seduto sopra”. È un tipo di canoa adatta per brevi escursioni al mare o al lago. Comune a tutti i modelli è l’apertura sulle gambe, di fatto i SIT ON TOP non hanno un pozzetto in cui infilarsi, caratteristica che è invece tipica dei kayak tradizionali (da cui SIT IN o INSIDE “seduto dentro”). Può essere di tipo rigido (in polietilene, vetroresina, etc) oppure gonfiabile (in cloruro di polivinile). La presenza di gavoni stagni rende l’imbarcazione praticamente inaffondabile. Alcuni SIT ON TOP ricordano la forma di una tavola da surf ma di maggiore spessore e con incavi per creare il sedile, lo schienale e il puntapiedi. 

SIT IN o INSIDE (KAYAK)  Letterarmente “seduto dentro”. È il kayak tradizionale, munito di pozzetto, con possibilità di agganciare il paraspruzzi, in cui ci si siede dentro. È un termine solitamente utilizzato per differenziare i kayak tradizionali dai SIT ON TOP.

SOLCOMETRO  Apparecchio per misurare la velocità della nave.

SONAR o anche ECOSCANDAGLIO  È uno strumento usato per misurare la profondità dell’acqua sottostante lo scafo.

SOPRAVVENTO  Il lato da cui viene il vento.

SOTTOVENTO  Il lato opposto al lato di sopravvento.

SPAZZATA  Movimento laterale e circolare della pagaia che si esegue con la pala che scivola sulla superficie dell’acqua “spazzandola”. La pala plana senza senza immergersi.

SPECCHIO DI POPPA  La superficie esterna centrale della poppa.

STABILITÀ PRIMARIA e SECONDARIA  Dipendono dal tipo di progettazione dello scafo del kayak. Per stabilità primaria si intende la resistenza del kayak al rollio mentre per secondaria la resistenza al ribaltamento.

STAGNO  Che non lascia passare l’acqua.

STAZZA  È la misura del volume di tutti gli spazi chiusi. L’unità  di misura è la tonnellata di stazza.

STIVA  Vano interno della nave adibito alla sistemazione delle merci e delle provviste.

STRALLO  Un cavo, simile a una sartia, ma piazzato anteriormente a un albero. Durante le regate, spesso lo strallo si può regolare per ottenere una curvatura dell’albero che sia ideale per le condizioni di navigazione.

STRAMBATA  Cambio involontario e violento delle mure in un’andatura di poppa. Nell’uso corrente assume anche il significato di abbattuta.

STROPPO  Breve tratto di corda avvolta ad anello intorno ad un oggetto mobile per fissarlo ad un punto fermo.

STROZZASCOTTE  Attrezzatura di coperta che serve a bloccare le scotte.

SURF KAYAK  Disciplina che si pratica con kayak specifici, con dimensioni piccole, simili ai kayak fluviali. È uno sport consolidato con manifestazioni agonistiche internazionali. Consiste nel “cavalcare” le onde con il kayak da surf e l’uso di una pagaiaAd oggi vengono utilizzati molti tipi di kayak, ma tutti quanti hanno l’obiettivo di sfruttare al meglio le onde per spingere l’imbarcazione stessa. Esistono diversi modelli di surf kayak. Essi sono dotati di un massimo di quattro pinne; il modello più comune ne possiede tre. Generalmente i surf kayak hanno fondi piatti e simili alle tavole da surf. Il surf kayak è progettato in modo tale che quando viene usato esso sfrutti al massimo l’onda del mare (un’onda in movimento), piuttosto che l’onda di un fiume (che è invece acqua in movimento).
I kayak da mare, a causa della loro lunghezza, sono difficili da manovrare sulla cresta delle onde. Le tecniche e le strategie utilizzate per sbarcare con il kayak possono essere considerate una sotto-disciplina del surf kayaking.

SURF (ZONA di)  Zona in cui le onde frangono a ridosso della costa.

SVINCOLO  Fase finale della pagaiata, durante la quale la pala immersa viene estratta dall’acqua e riportata in avanti con la fase aerea.

TENDER  Piccola imbarcazione per scendere a terra quando non si è ormeggiati a riva.

TIENTIBENE  Passamano. Nel kayak è costituito dalla  “LINEA DI SICUREZZA”, cavi che corrono lungo i bordi dei ponti del kayak e che servono ad afferrarsi. 

TRAMONTANA  Vento proveniente da Nord.

TRAVERSO o AL TRAVERSO  Direzione perpendicolare all’asse longitudinale della nave. Termine spesso usato per indicare la provenienza di onde e vento.

TREFOLO  Componente di base di una fune, formato da più fili ritorti. Più trefoli formano un legnolo, più legnoli formano la fune.

TRIBORDO  Lato destro della nave, guardando verso prua.

TRINCHETTO  Nei velieri a due o più alberi è  così chiamato l’albero di prora.

USCITA BAGNATA  L’uscita dal kayak capovolto. Manovra per uscire dal kayak capovolto con calma e senza perdere il contatto con la pagaia ed il kayak.

VARARE  Mettere in acqua un imbarcazione dopo l’alaggio o la costruzione

VARO  L’operazione di scivolamento nell’acqua di una nave, dopo la costruzione o la manutenzione.

VELA in BANDIERA  Vela, le cui scotte hanno ceduto, e che svolazzano in balia dei venti come le bandiere.

VELATURA  L”insieme delle vele di una nave

VENTO APPARENTE  Direzione apparente del vento, dovuta all’insieme del vento reale e del vento dovuto all’avanzare della barca.

VENTO IN FIL DI RUOTA  Vento in poppa.

VHF  (Very High Frequency)  È la banda di onde radio utilizzata per la maggior parte dai navigatori aeronautici. Le comunicazioni in VHF sono dirette, cioè normalmente non vengono riflesse dagli strati alti dell’atmosfera, quindi questa banda ha portata relativamente breve a causa degli ostacoli e della curvatura terrestre. La nitidezza dell’atmosfera, soprattutto in tarda primavera e inizio estate, dà la possibilità di effettuare collegamenti a molti chilometri di distanza.

VIRARE  Significa cambiare le “mure” facendo passare la prua per la direzione del vento. Cambiare le mure facendo passare la poppa per la direzione del vento vuol dire abbattere.

ZATTERARE  Affiancare due o più kayak per creare una sorta di “zattera” stabile. Consente di effettuare operazioni che necessitano maggiore stabilità rispetto a quella di un kayak singolo (per riposare, salvataggi, riparazioni, mangiare).

ZUPPA  La parte di mare tra le onde che frangono e la riva. È dove il mare è più calmo ma ribolle ed è schiumoso.